Non aveva detto niente a nessuno. Nemmeno ai compagni di lavoro. Dopo tre anni di contratti "a tempo", aveva ricevuto la notizia del licenziamento. Lui ha fatto finta di nulla. Ha continuato a lavorare. Fino a stamane, quando ha finito di assemblare, nellal fabbrica "modello" di Fujimatsu, la sua ultima Prius. Poi, invece di andarsene a casa, è salito a bordo della vettura, ha sigillato le porte dal di dentro con del nastro adesivo e si è suicidato. Ha scelto il modo più semplice ed efficace, quello più in voga al momento in Giappone. Acido sufidrico. Basta ingerirne un po' sciolto in una bibita e si sviene all'istante. E non ci si risveglia più.
Al momento di scrivere, le 5 di pomeriggio, nessuna agenzia ha ancora battuto la notizia, eppure è avvenuta alle sei di mattina.Io l'ho avuta tramite un mio amico che fa il sindacalista alla Toyota, ma in un fabbrica diversa, quella di Tsutsumi. Per ora, ho trovato conferma solo in un trafiletto sull'edizione locale dello Yomiuri. Da cui deduco: la notizia è vera. E mi domando: ma perchè non rimbalza, come dovrebbe, sulla stampa nazionale e i media stranieri? Vedremo nelle prossime ore.
L'operaio suicidatosi era, guarda caso, un lavoratore precario. Al suo ultimo contratto. Dopo quasi tre anni di lavoro alla catena di montaggio, pare fosse al suo ultimo giorno di lavoro. Il fatto è successo nella fabbrica di Fujimatsu, dove si assemblano le Previa e le Prius, fiore all'occhiello della Toyota.
venerdì 12 marzo 2010
martedì 19 gennaio 2010
Scandalo Ozawa: per capirne di più

Minshuto come Jiminto? Giappone come Italia? La politica è oramai talmente sporca e corrotta che l'unica possibilità è affidarsi alla (pretesa) palingenesi giudiziaria? L'arresto di tre ex "fedelissimi" segretari di Ichiro Ozawa (uno dei quali divenuto nel frattempo parlamentare)può rappresentare un serio pericolo per l'attuale governo? Difronte agli scandali (un po' montati, sono convinto che presto si sgonfieranno) che stanno coinvolgendo il premier Hatoyama (per una porzione di eredità non dichiarata)e lo "shogun" Ichiro Ozawa, per una serie di finanziamenti privati "borderline" tanto discutibili quanto diffusi nel mondo politico indigeno, vale la pena forse fare un po' di chiarezza. Soprattutto per tutti coloro che, non conoscendo la lingua giapponese (ma non è che i quotidiani locali eccellino, quando a completezza e neutralità: siamo oramai ai livelli della tanto vituperata stampa italiana) sono costretti a cibarsi delle ridicole edizioni inglesi dello Yomiuri, Mainichi e Asahi. Davvero inesistenti e fuorvianti. Suggerisco un giro su internet: perfino la stampa cinese (sic!) in lingua inglese offre una copertura più completa (e comprensibile) sui fatti di questi giorni.
Prendete questo giornale di Brunei, ad esempio. Non sembra estremamente più chiaro ed esaustivo di quanto avete letto sulla stampa inglese in Giappone?Leggere per credere:
http://news.brunei.fm/2010/01/17/ozawas-aid-okubo-arrested-as-fund-scandal-spreads/

Ma torniamo a Ozawa e ai suoi guai giudiziari. Sabato scorso, in occasione del Congresso del Partito Democratico (curioso: in Italia i congressi dei partiti sono coperti dalle dirette TV, specie se si tratta dei grandi partiti, qui non se ne è accorto nessuno. Quanto di voi lo sapevano? Quanti di voi ne hanno letto sui giornali?) Ozawa ha chiesto (e ottenuto, anche se non era previsto) la parola. E' andato sul palco e ha svolto un breve ma molto bene articolato discorso. Stanno facendo il vuoto attorno a me - ha detto, riassumendo un po' il suo pensiero, Ozawa - ma in realtà stanno cercando di colpire il nostro governo. Il governo scelto dai cittadini. Ma non la spunteranno. A suo tempo ho lasciato la presidenza, ma ora non mi dimetto da segretario. Abbiamo promesso di cambiare il paese. Lo faremo. Cambieremo anche questo sistema perverso che consente ai magistrati di interferire, alterare e infine sovvertire, le scelte dell'elettorato. A tratti coraggioso, a tratti minaccioso. Sembrava la sintesi tra Moro, Craxi e l'attuale Cavaliere: non ci faremo processare, quel che facciamo lo fanno tutti,spezzeremo le reni ai giudici. Sembra, ma non è così. Ozawa non è Moro, non è Craxi (semmai, assomiglia ad Andreotti, quanto ad astuzia e capacità di galleggiamento) e soprattutto non è Berlusconi. Ozawa, che è in politica fin dalla più tenera età, faceva da portaborse al mitico Kakuei Tanaka, negli anni '70) critica la magistratura giapponese a proposito, Berlusconi a sproposito. La magistratura giapponese NON E' INDIPENDENTE, quella italiana sì. Ovviamente molti voi la penseranno diversamente, ma io mi riferisco all'aspetto formale: in Italia la Costituzione ha previsto, e sinora nessuno si sogna di abolirlo, il Consiglio Superiore della Magistratura, organo supremo di "autocontrollo". In Giappone no. Per cui la magistratura "dipende", in tutto e per tutto, dal governo ed in particolare dal Ministero della Giustizia. Nomine, trasferimenti, provvedimenti disciplinari: tutto fa capo al ministero. Aggiungete il fatto che in questo paese non esiste l'immunità parlamentare (o meglio: i parlamentari sono "immuni" solo quando il Parlamento è in sessione. Quando il Parlamento è "chiuso", i parlamentari sono arrestabili. E infatti il povero Tomohiro Ishikawa, l'ex portaborse di Ozawa la cui fedeltà era stata premiata con una candidatura blindata, il cui mandato d'arresto era stato firmato il 12 dicembre, è stato arrestato il 7 gennaio, quando il Parlamento era ancora in ferie...)e capirete come sia facile "interferire", e forse "sovvertire", sullo scenario politico.
A questo punto però direte: benissimo, ma al governo ora c'è il Partito Democratico...se è vero quello che dici, come mai i procuratori stanno prendendo di mira proprio gli esponenti più in vista del partito al governo? Allora la magistratura giapponese di fatto non solo è "indipendente" , ma anche coraggiosa...
Ineccepibile osservazione. Ma il punto è che il PD giapponese (a differenza di quello italiano, nato con altre premesse) rappresenta davvero una novità. In tutti i sensi. Innanzitutto, è la prima volta che va al governo. E un po' per scelta, un po' per inesperienza, un po' per questione di "tempi tecnici", non ha ancora potuto - forse voluto - esercitare appieno l'annunciato "spoil system". O meglio, ha preferito cominciare da altri settori, considerati prioritari: l'economia, la politica estera, la sanità e gli affari sociali. Nel settore giustizia Hatoyama - e questa è una prova che non teme più di tanto la magistratura - si è limitato a nominare un ministro integerrimo e di alto profilo, l'avvocato e paladina dei diritti umani Keiko Chiba. La quale a tutto pensa - compresa la via migliore per abolire la pena di morte, cominciando, intanto, dall'applicare la moratoria di fatto alle esecuzioni - fuorchè ad "addomesticare" la magistratura. La quale è ancora rappresentata, soprattutto per quanto riguarda i procuratori generali, da uomini del passato "regime". E' dunque assolutamente logico e "politicamente" comprensibile che questi procuratori, nominati e favoriti in passato, preoccupati (forse senza motivo) per il loro futuro, siano oggi "sensibili" alle pressioni dei vecchi leader politici del partito liberademocratico, che vedono nella "via giudiziaria" una delle poche, forse l'unica, chance di sovvertire la scelta dell'elettorato e tornare al governo. Tutto questo va fatto, se va fatto (ma non si farà) in fretta: entro i prossimi sei mesi. A luglio infatti si vota per metà del Senato, e se Ichiro Ozawa manterrà la promessa di vincere anche queste elezioni il controllo del Parlamento del Minshuto diverrà assoluto. Non solo non ci sarà più bisogno dei due piccoli partiti che assieme al Partito Democratico formano il cosiddetto "Ulivo a mandorla" (Partito Socialdemocratico e Nuovo Partito del Popolo), ma è molto probabile che a quel punto la "Balena Gialla", il Jiminto, finisca per spaccarsi/sciogliersi, dando vita ad una nuova (e benvenuta) formazione.

A mio avviso, Ozawa la spunterà ancora una volta. Certo, è difficile solidarizzare con il personaggio. Eroi e vittime normalmente debbono essere belli, simpatici, giovani e possibilmente biondi.Ispirare fiducia, odorare di onestà, se non santità. Ozawa è esattamente il contrario di tutto ciò: smaneggione, arrogante, saccente, voltagabbana. Secondo un recente sondaggio su una rivista giapponese, di gran lunga il più "antipatico" personaggio politico. A differenza del "furbetto" Horie-mon, il giovane tycoon osannato (e poi abbandonato) dall'ex premier Koizumi che dopo aver tentato di scalare l'establishment finanziario dell'Impero è stato arrestato, gettato in isolamento per sei mesi e poi condannato a sei mesi di prigione in un processo farsa che in Italia non avrebbe superato la fase istruttoria nemmeno ai tempi di Di Pietro, non è nè giovane, nè "cool". Ma la giustizia , qui come ovunque, dovrebbe prescindere dall'abito, dall'aspetto e dall'"odore". Se uno non è un santo, non è detto che sia un delinquente. E se un "reato" viene commesso - e reiterato - da più persone (come nel caso in questione, che riguarda il finanziamento "privato" dei partiti e dei singoli politici) la giustizia deve perseguirli tutti. Oppure fare come fa il nostro Presidente del Consiglio: depenna il reato (vedi il falso in bilancio). Finchè la barca va.
Per ulteriore, utile approfondimento (in giapponese...)
http://opinion.infoseek.co.jp/article/721
venerdì 27 novembre 2009
Iran: "confiscato" il Premio Nobel a Shirin Ebadi
Non era mai successo. In 108 anni di storia del Premio Nobel per la Pace, a nessun regime era mai venuto in mente di farlo. Cina e Birmania comprese, nonostante i rispettivi governi non avessero certo gradito la scelta del Dalai Lama e di Aung San Suu Kyi. Da Oslo, sede del Comitato Internazionale del Premio Nobel, arriva oggi una notizia incredibile, confermata dall'interessata. Le Guardie della Rivoluzione, pare in esecuzione di una regolare sentenza del Tribunale di Teheran, hanno confiscato la medaglia commemorativa (in oro massiccio) consegnata a Shirin Ebadi (premio Nobel per la Pace 2003), sequestrato i suoi conti bancari, picchiato e minacciato il marito, Javad Tavassolian.
"Purtroppo debbo confermare tutto - ha detto Shirin Ebadi da Londra, dove vive dallo scorso giugno, in una sorta di "esilio" autoimposto, nel timore di essere arrestata - non ho parole per esprimere il mio stupore, la mia indignazione, la mia rabbia"
Shirin Ebadi, nota per il suo impegno a favore dei diritti umani, è stata la prima donna musulmana a ricevere il premio Nobel e la prima giudice donna della Repubblica Islamica. Dopo una breve carriera come giudice, aveva abbandonata la magistratura per dedicarsi, come avvocato, alla difesa di migliaia di cittadini perseguitati politicamente. Pochi giorni prima delle elezioni di giugno, aveva lasciato il paese, per partecipare ad un convegno in Spagna. Da allora, e dopo aver duramente criticato il risultato, accusando il regime di brogli, non ha più fatto ritorno in Iran. "Non mi sento un'esiliata, ma penso di essere più utile al mio paese da cittadina libera, all'estero, piuttosto che in patria, ma detenuta in una cella". Sia il governo norvegese che svedese hanno duramente protestato contro il governo iraniano, chiedendo l'immediata restituzione della medaglia ed il dissequestro del conto bancario dove Shirin Ebadi ha depositato la somma (1.3 milioni di dollari) ricevuta dal Comitato, che le autorità iraniani sostengono debba essere tassata. "Sono soldi suoi, legittimamente percepiti e esentasse in tutti i paesi del mondo, Iran compreso" ha detto il ministro degli Esteri Jonas Gahr Stoere.
Shirin Ebadi in una foto dell'anno scorso, quando l'abbiamo invitata alla Stampa Estera di Tokyo, per una conferenza
martedì 17 novembre 2009
C'erano una volta...butoh e Panta-chan


A volte ritornano. E ti rendi conto che ci sono sempre stati, nascosti nei vivaci sotterranei di Tokyo. Ogni tanto, come i famosi "kappa" di Akutagawa, salgono in superficie. E devi acchiapparli al volo.
Ho avuto modo lo scorso week-end di rivedere - e riascoltare - un paio di "miti" degli anni '70 giapponesi.

Il gruppo hard rock "Zuno Keisatsu" (Polizia del Cervello), guidato da "Panta-chan" sorta di Demetrio Stratos locale (eccolo con il casco dell'Armata Rossa, del quale era simpatizzante) e "Kono buttai", una intrigante pièce di "butoh", il teatro d'avanguardia fondato dai mitici Hijikata Tatsuno e Ohno Kazuo (ancora vivo, 104 anni, segno che danzare, anche a livelli stremi, fa bene!) ad opera del danzatore Meguro Daiji, uno dei giovani continuatori di questa intrigantissima scuola. Un'ora di esercizi a corpo libero, usato sia come strumento di autoliberazione, sia come un'arma impropria contro l'apatia e la rassegnazione. Se siete in letargo, vi dà la sveglia, se siete svegli, vi ipnotizza. Comunque, una bella scossa. Un'inversione di tendenza.

Lo spettacolo di Meguro va avanti tutta la settimana presso D-Soko, a Nippori, ecco il link. Andate sulla pagina giapponese, quella inglese non è aggiornata
http://nude20040529.com/info.html
Per chi volesse approfondire la faccenda del Butoh, ecco un recente video girato nel 2007, nello studio Asbestos (ora chiuso). Ma non c'entra niente con lo spettacolo di cui parlo. Solo per avere un punto di riferimento, su You Tube poi c'è molta altra roba.
http://www.youtube.com/watch?v=DhUK3nruihA


Per Kazuo Ohno, ecco un paio delle sue performance più gettonate "Mar Morto"
http://www.youtube.com/watch?v=ZUjhQLB0hXY
e "Okaasan" (Madre). Qui aveva 86 anni!
http://www.youtube.com/watch?v=Jildd4L6_UM&NR=1
Una delle "costole" più famose del Butoh, costrette ad "emigrare" in Europa (Francia) dopo che le loro performances venivano rifiutate dai teatri, in Giappone, è il gruppo SANKAI JUKU: molti li ricorderanno per le loro rappresentazioni estreme, si appendevano dai monumenti a testa in giù, dipinti di bianco. Solo di recente sono tornati in Giappone, per una indimenticabile tournee, al teatro "ku-nale" di Setagaya: Tobare (tenda)
http://www.youtube.com/watch?v=AnR1FJ6yQq4
www.sankaijuku.com
Il Butoh, come ha ammesso in una delle sue ultime interviste Ohno, non ha più la forza di stupire, scioccare, colpire. Ma conserva intatto il potere di transfigurare il pubblico.
lunedì 2 novembre 2009
Dalai Lama again!

Non capita tutti i giorni di "consigliare" il Dalai Lama....eppure è così: una domanda che non aveva capito bene, e mi ha chiesto di spiegargliela. Oramai è diventato un appuntamento periodico. Ad un anno esatto di distanza, ieri abbiamo di nuovo avuto l'onore di ricevere il Dalai Lama alla Stampa estera di Tokyo....Una conferenza impeccabile, condotta con il solito stile di questo "semplice saggio": concetti chiari, apparentemente scontati, e proprio per questo estremamente efficaci. La crisi globale? Non è solo colpa dei banchieri, dei politici, degli speculatori. E' colpa di noi tutti. Del fatto che l'umanità oramai pensa a far soldi, a nutrire il corpo, lasciando a digiuno lo spirito. Ignoranza e arroganza provocano effetti devastanti. E non può esserci saggezza se non viene nutrito, oltre al corpo, anche lo spirito.
Dopo la conferenza, ho seguito il Dalai Lama anche al Ryogoku Kokugikan, il "tempio" del Sumo, dove c'è stata une emozionante udienza collettiva davanti a oltre 5 mila giapponesi.
Nei prossimi giorni lo seguirò nella sua prima, storica visita a Okinawa.
giovedì 29 ottobre 2009
Hatoyama superstar
Ci sta prendendo gusto il Piccione Montano, Yukio Hatoyama, nuovo premier del Giappone. E oggi ha bastonato per benino Tanigaki, il nuovo leader dell'LDP, leader dell'opposizione. Ho passato un paio di ore in Parlamento, oggi, per assistere dal vivo al primo "question time" dell'era Hatoyama e debbo dire che il nuovo premier se l'è cavata più che bene. Non solo, ma in aula si respirava un clima diverso, da "paese normale". Non sembrava - come spesso succedeva in passato - una riunione di azionisti degli anni '70, quando tutto era deciso prima ancora del dibattito e i deputati, per la maggior parte, ronfavano. Per niente intimidito dalle critiche di Tanigaki, il "Piccione di Montagna" ha rintuzzato tutti gli attacchi, spesso colpendo in contropiede e mostrando, oltre che maggiore lucidità politica, anche grande articolazione ed eleganza di linguaggio (beh, è anche lecito aspettarselo, visto la famiglia da cui proviene...anche se non è scontato, visto che anche il suo predecessore Taro Aso era un rampollo doc, ma come ognun sa non sapeva neanche leggere correttamente i kanji).
"Porterete il paese al fallimento" gli urlava Tanigaki. "Detto da voi non ha senso. Siete voi che avete governato finora. Noi salveremo il paese..." risponde Hatoyama. Anche sulla vicenda di Okinawa, di fronte a Tanigaki che accusava il governo di non avere una posizione chiara e condivisa (proprio stasera Hatoyama ha smentito clamorosamente il suo ministro della difesa Kitazawa, che aveva dato per scontato l'esito della trattativa con gli USA: "non sono d'accordo con lui" - ha detto, deciso, Hatoyama - la faccenda è aperta") il premier ha risposto in modo molto efficace: "Sono oltre dieci anni che non avete saputo prendere una decisione. Noi non la prenderemo certo in dieci giorni"
Il Giappone sta decisamente cambiando. Vale proprio la pena star qui e vedere come va a finire.
per chi volesse seguire un paio di battute del question time di oggi, ecco il link su Y-Tube. Ovviamente, in giapponese
http://www.youtube.com/watch?v=6cCPl921-VI&feature=channel
"Porterete il paese al fallimento" gli urlava Tanigaki. "Detto da voi non ha senso. Siete voi che avete governato finora. Noi salveremo il paese..." risponde Hatoyama. Anche sulla vicenda di Okinawa, di fronte a Tanigaki che accusava il governo di non avere una posizione chiara e condivisa (proprio stasera Hatoyama ha smentito clamorosamente il suo ministro della difesa Kitazawa, che aveva dato per scontato l'esito della trattativa con gli USA: "non sono d'accordo con lui" - ha detto, deciso, Hatoyama - la faccenda è aperta") il premier ha risposto in modo molto efficace: "Sono oltre dieci anni che non avete saputo prendere una decisione. Noi non la prenderemo certo in dieci giorni"
Il Giappone sta decisamente cambiando. Vale proprio la pena star qui e vedere come va a finire.
per chi volesse seguire un paio di battute del question time di oggi, ecco il link su Y-Tube. Ovviamente, in giapponese
http://www.youtube.com/watch?v=6cCPl921-VI&feature=channel
giovedì 22 ottobre 2009
Disgustato

DA REPUBBLICA DI OGGI
Maxi inchiesta sull'operato dell'Agenzia per l'ambiente con 63 indagati, tra loro la presidente
del Consiglio regionale: "Mi è crollato il mondo addosso. Ancora non riesco a crederci"
Napoli, inchiesta su appalti e assunzioni
Lady Mastella allontanata dalla Campania
Trovato un file con oltre 650 nomi di 'raccomandati' e dei loro sponsor politici
NAPOLI - Scoppia lo scandalo dell'Arpac e coinvolge anche la presidente del consiglio regionale, Sandra Lonardo Mastella. Secondo la procura di Napoli, all'Agenzia regionale per l'ambiente le assunzioni clientelari, messe nero su bianco in un file, sono state per lungo tempo la norma. Nell'inchiesta sono indagate ben 63 persone (25 le misure cautelari), ma il provvedimento più eclatante assunto dal gip è il divieto di dimora in Campania e in sei province limitrofe (Latina, Frosinone, Isernia, Campobasso, Foggia e Potenza) per la presidente del consiglio regionale Sandra Lonardo, moglie di Clemente Mastella, leader dell'Udeur, ex ministro ed attuale eurodeputato eletto nel centrodestra.
Certo ne abbiamo viste, sentite e sopportate tante, ma leggendo questo articolo (http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/cronaca/napoli-mastella/napoli-mastella/napoli-mastella.html) mi sono davvero indignato e umiliato di appartenere a questo paese corrotto, arrogante e deficiente, capace di guizzi alla Ferrari, ma incapace di scrollarsi di dosso lo sciatto feudalesimo nel quale si è impaludato oramai da secoli. Questa umiliante rassegnazione, questo vile mugugno incapace di trasformarsi in azione, questo letale letargo dal quale assistiamo in silenzio alla perdita di diritti e garanzie che avevamo dato per acquisiti e nel corso del quale stiamo trasformandoci da "cittadini" consapevoli a impotenti (e sempre più pezzenti) "consumatori", è qualcosa di cui noi italiani dobbiamo, francamente, vergognarci. Penso che al momento, non ci sia ALTRO stato, tra i 212 registrati all'ONU, dove un premier possa fare e dire quello che fa e dice Berlusconi e dove un presidente di consiglio regionale in carica, sottoposto a domicilio coatto e spedito al confino, non abbia ancora ritenuto di dimettersi.
Forse è davvero ora di fare qualcosa? Il 5 dicembre organizziamo qualcosa?
Nel frattempo, condoglianze, a noi tutti. Siamo diventati la barzelletta del mondo. Se non la feccia.
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