Sul Corriere di oggi 7 luglio 2007 (anniversario della morte del mitico Syd Barrett, cofondatore dei Pink Flyod...che c'entra, nulla ma mi piace ricordarlo) una chicca strepitosa. Per aiutare il nostro povero governo ad abbassare i costi della politica, la regione Calabria ha avuto una bella pensata. Ha inserito nella già ricca lista di comunità montane altri 19 municipi, tra i quali la vetta "dolomitica" di Bova Marina (altezza sul mare: 20 metri)
mah!
sabato 7 luglio 2007
giovedì 28 giugno 2007
Pannellate giapponesi
Il Giappone, è noto, corre appresso all'Italia. Dopo aver copiato la democrazia sorvegliata, il bipolarismo incompiuto, il mattarellum e il truffismo di stato (pensate alle migliaia di pensioni sparite: in Italia non è - ancora - successo!) adesso arrivano le candidature alla Pannella. Quelle che dovrebbero provocare riflessione, ma che finiscono per provocare e basta, allontanando sempre più i cittadini dalla politica.
Dopo la signora Tojo, nipotina di uno dei pochi "criminali di guerra" ad aver pagato il conto (il nonno di Shinzo Abe, Nobusuke Kishi, invece è addirittura diventato primo ministro) adesso pare si candidi anche Alberto Fujimori, per ora ancora agli arresti domiciliari in Cile, dove pare abbia ricambiato idea. Non si sente più peruviano, ma giapponese doc. L'onorevole Kamei, ex poliziotto spietato, oggi voce inascoltata della lotta per l'abolizione della pena di morte in Giappone e uno dei pochi "baroni" del vecchio LDP ad essere sopravissuto all'Ukase di Koizumi (sconfisse nel collegio di Hiroshima il furbetto Horie, poi finito in gattabuia)gli ha chiesto di candidarsi nel suo piccolo partito PNP. Fujimori ovviamente ha accettato, ma speriamo che il cileni non si facciano prendere da sentimenti umanitari e lo rispediscano in Perù. DOve non c'è micsa la pena di morte, solo un popolo che vorrebbe fargli pagare il conto.
Nel frattempo: a quando una candidatura di Hagen Roi, l'indimenticato e oramai "purificato" Delfo Zorzi, al Senato giapponese. Dopo tutto, basta un passaporto indigeno, molti soldi, e tanta faccia tosta. Requisiti che possiede.
Dopo la signora Tojo, nipotina di uno dei pochi "criminali di guerra" ad aver pagato il conto (il nonno di Shinzo Abe, Nobusuke Kishi, invece è addirittura diventato primo ministro) adesso pare si candidi anche Alberto Fujimori, per ora ancora agli arresti domiciliari in Cile, dove pare abbia ricambiato idea. Non si sente più peruviano, ma giapponese doc. L'onorevole Kamei, ex poliziotto spietato, oggi voce inascoltata della lotta per l'abolizione della pena di morte in Giappone e uno dei pochi "baroni" del vecchio LDP ad essere sopravissuto all'Ukase di Koizumi (sconfisse nel collegio di Hiroshima il furbetto Horie, poi finito in gattabuia)gli ha chiesto di candidarsi nel suo piccolo partito PNP. Fujimori ovviamente ha accettato, ma speriamo che il cileni non si facciano prendere da sentimenti umanitari e lo rispediscano in Perù. DOve non c'è micsa la pena di morte, solo un popolo che vorrebbe fargli pagare il conto.
Nel frattempo: a quando una candidatura di Hagen Roi, l'indimenticato e oramai "purificato" Delfo Zorzi, al Senato giapponese. Dopo tutto, basta un passaporto indigeno, molti soldi, e tanta faccia tosta. Requisiti che possiede.
Air Onion tratta per Alitalia/2
Noooo!
Ho riviaggiato con l'Alitalia....e l'onion dressing è sempre lì, a umiliare il made - and eat - in ITALY. E sì che il cavalier Tucci aveva promesso di farlo fuori.
Ma cos'è una vendetta trasversale della primavera italiana, ora che siamo in piena estate e S.E. si appresta a lasciare il Giappone? O un assaggio di quanto ci toccherà subire dopo il passaggio di proprietà? Pensavo si trattasse con Air One, non con Air Onion....
Ho riviaggiato con l'Alitalia....e l'onion dressing è sempre lì, a umiliare il made - and eat - in ITALY. E sì che il cavalier Tucci aveva promesso di farlo fuori.
Ma cos'è una vendetta trasversale della primavera italiana, ora che siamo in piena estate e S.E. si appresta a lasciare il Giappone? O un assaggio di quanto ci toccherà subire dopo il passaggio di proprietà? Pensavo si trattasse con Air One, non con Air Onion....
martedì 19 giugno 2007
Alba sul Fuji...un brivido


"Sedersi in cima ad una montagna e ascoltare l'alba, il brivido del mondo" scriveva il grande Rigoni Stern. Se poi la montagna è il Fuji e il "suono" dell'alba è accompagnato dall'incredibile violoncello del maestro Mario Brunello il brivido diventa qualcosa di più. Diventa poesia, serenità, rinascita.
Ho fatto quello che i giapponesi considerano una stronzata. Sono salito per la seconda volta ( a trent'anni di distanza....) sul Monte Fuji. Ma ne valeva la pena, eccome. Ho avuto il privilegio di accompagnare, restandone ammaliato dalla personalità, dalla perizia tecnica e soprattutto dalla sapiente umiltà, il maestro Mario Brunello. Che assieme alla moglie Arianna e a un gruppo di amici italiani (della provincia autonoma di Trento, che hanno sponsorizzato l'impresa) e giapponesi ha deciso di salire sul Monte Fuji assieme al suo prezioso, ineseparabile violoncello Maggini (oltre 450 anni) e suonare alcune musiche di Bach sull' orlo del cratere più famoso del mondo. Il tempo era meraviglioso: due giorni di sereno assoluto, un miracolo, in questa stagione. Ecco alcune sequenze dell'avventura. Davvero indimenticabile. Una fatica boia, specie perchè le ultime due ora di salita le abbiamo percorse sul ghiacciaio, aprendoci la strada con piccozze e ramponi (il Fuji è ufficialmente "chiuso" fino al 30 giugno, per salire abbiamo dovuto chiedere dei permessi speciali...Ma la discesa è stata bellissima: approfittando del sole che aveva sciolto qualche centimetro di neve, abbiamo "sciato" sugli scarponi per oltre 500 metri di dislivello, riducendo drasticamente i tempi del rientro.
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sabato 16 giugno 2007
trekking musicale sul Fuji
Ragazzi sono eccitatissimo. Tra qualche ora si parte per il Fuji. La scorsa settimana ci sono andato ai piedi, per raccontare il dramma delle centinaia di persone che vanno a suicidarsi nel bosco di Aokigahara. Stavolta la visità è più allegra. Si va in cima, ancora coperta da un metro di neve, assieme al maestro Mario Brunello ed il suo gruppo di "alpinisti musicisti". Arrivati (che ce la farà) in cima assisteremo ad un concerto di violoncello, che Mario si porta sulle spalle per tutta l'ascensione.
Vi racconterò tutto al ritorno. E spero di avere anche molte belle foto.
Vi racconterò tutto al ritorno. E spero di avere anche molte belle foto.
giovedì 14 giugno 2007
Incontro con Fusako Shigenobu, fondatrice dell'Armata Rossa
Oggi ho incontrato nel carcere di Kosuge, a Tokyo, la "Primula rossa" Fusako Shigenobu, fondatrice dell'Armata Rossa. Fino a qualche giorno fa era in assoluto isolamento, imposto, come spesso avviene in Giappone (e in altri paesi...) in modo arbitrario, dalle autorità carcerarie, e non, come dovrebbe avvenire, dalla magistratura.
Da qualche giorno ha avuto il permesso di ricevere visite e io sono stato il primo giornalista in assoluto che è riuscito ad incontrarla, dopo il suo arresto, tutt'ora avvolto nel mistero, nel 2000 ad Osaka. Aveva trascorso gli ultimi trent'anni o giù di lì in LIBANO, nella valle della Bekaa.
Leggerete la lunga intervista - dove si parla del caso Moro, della Palestina, degli "anni di piombo" in generale e degli accordi più o meno segreti con la Corea del Nord - fra qualche giorno, sul Manifesto (niente telecamere, altrimenti l'avrei fatta per SkyTG24). Oggi mi premeva segnalare solo un paio di punti:
- l'assenza del minimo spiraglio di una soluzione politica agli anni di piombo versione locale. Shigenobu non ha mai commesso delitti di sangue ed è stata completamente scagionata dalla vicenda dell'occupazione dell'ambasciata francese all'Aja da una testimonianza scritta di Carlos, il terrorista in carcere in Francia. Un documento fondamentale che il publico ministero - che in Giappone (come in Inghilterra) non ha il dovere di rivelare anche le prove a discarico - ha aquisito con una rogatoria ma non ha reso pubblico durante il processo, provocando l'assurda sentenza di vent'anni. Shigenobu ha 62 anni, ed è malata di cancro. Ma non bisogna stupirsi troppo: questo è il Paese dove si condanna a morte un ragazzo di 18 anni e un mese (mettendo alla berlina il collegio di avvocati che lo difende, per i quali il quotidiano "progressista" Asahi ha chiesto la revoca del patentino) e dove lo scorso dicembre sono stati impiccati un non vedente e un uomo di 77 anni costretto su una sedia a rotelle
- lo sguardo tutto sommato sereno e "pulito" di Shigenobu. La quale si è "pentita" degli errori compiuti in passato, ha rinnegato da tempo la lotta armata e penso abbia più che pagato il suo debito - peraltro meno grave di tanti altri - nei confronti della società. Ebbene sì, l'avrete capito. A mio umile giudizio dovrebbe essere rimessa in libertà. Non è un'assassina. La sua detenzione è una ingiustizia, soprattutto pensando a quanti dei suoi "colleghi" internazionali, Italia compresa, spesso colpevoli di crimini ben più efferati, siano liberi e magari contino su una bella rendita da parte dello stato per i servigi forniti.
Da qualche giorno ha avuto il permesso di ricevere visite e io sono stato il primo giornalista in assoluto che è riuscito ad incontrarla, dopo il suo arresto, tutt'ora avvolto nel mistero, nel 2000 ad Osaka. Aveva trascorso gli ultimi trent'anni o giù di lì in LIBANO, nella valle della Bekaa.
Leggerete la lunga intervista - dove si parla del caso Moro, della Palestina, degli "anni di piombo" in generale e degli accordi più o meno segreti con la Corea del Nord - fra qualche giorno, sul Manifesto (niente telecamere, altrimenti l'avrei fatta per SkyTG24). Oggi mi premeva segnalare solo un paio di punti:
- l'assenza del minimo spiraglio di una soluzione politica agli anni di piombo versione locale. Shigenobu non ha mai commesso delitti di sangue ed è stata completamente scagionata dalla vicenda dell'occupazione dell'ambasciata francese all'Aja da una testimonianza scritta di Carlos, il terrorista in carcere in Francia. Un documento fondamentale che il publico ministero - che in Giappone (come in Inghilterra) non ha il dovere di rivelare anche le prove a discarico - ha aquisito con una rogatoria ma non ha reso pubblico durante il processo, provocando l'assurda sentenza di vent'anni. Shigenobu ha 62 anni, ed è malata di cancro. Ma non bisogna stupirsi troppo: questo è il Paese dove si condanna a morte un ragazzo di 18 anni e un mese (mettendo alla berlina il collegio di avvocati che lo difende, per i quali il quotidiano "progressista" Asahi ha chiesto la revoca del patentino) e dove lo scorso dicembre sono stati impiccati un non vedente e un uomo di 77 anni costretto su una sedia a rotelle
- lo sguardo tutto sommato sereno e "pulito" di Shigenobu. La quale si è "pentita" degli errori compiuti in passato, ha rinnegato da tempo la lotta armata e penso abbia più che pagato il suo debito - peraltro meno grave di tanti altri - nei confronti della società. Ebbene sì, l'avrete capito. A mio umile giudizio dovrebbe essere rimessa in libertà. Non è un'assassina. La sua detenzione è una ingiustizia, soprattutto pensando a quanti dei suoi "colleghi" internazionali, Italia compresa, spesso colpevoli di crimini ben più efferati, siano liberi e magari contino su una bella rendita da parte dello stato per i servigi forniti.
lunedì 11 giugno 2007
Pena di morte/2 - Rapppresentante italiano cercasi
Oggi al Foreign Corrrespondent Club di Yurakucho c'è un dibattito sulla pena di morte in Giappone. Interverrano, tra gli altri, Sakae Menda, ex condannato a morte che dopo 34 anni anni nel braccio della mrote è stato assolto con formula piena, l'onorevole Nobuto Hosaka, segretario della Lega Parlamentare per l'Abolizione della Pena di Morte, l'avvocato Kuzuko Ito, difensore del condannato a morte più anziano del mondo: 84 anni. Nei paesi "civili" (e mai questo aggettivo è stato meglio usato) la pena di morte è stata da tempo abolita, ma perfino in quelli che ancora ce l'hanno (54, tra i quali spiccano Usa, Cina e Giappone) in genere non si giustiziano minori, invalidi e anziani. In Giappone sì: lo scorso dicembre, quando l'attuale ministro ha dato nuovo impulso alla danza macabra delle impiccagioni, sono stati impiccati due invalidi: un non vedente e un altro costretto sulla sedia a rotelle.
Lunga introduzione per arrivare al sodo. Uno si aspetterebbe che l'Italia - in prima fila nella battaglia per la moratoria internazionale sulla pena di morte - partecipasse con impegno e convinzione a questo evento. Niente da fare. In città c'è il ministro Padoa Schioppa, e tutte, ma proprio tutte, le risorse umane sono impegnate. Non perdetevi il passaporto, non pretendete un certificato, non fatevi arrestare. Per un paio di giorni la nostra Ambasciata è mobilitata per accompagnare il nostro ministro dell'economia e finanze. Passi per S.E. Bova e diciamo un altro paio di funzionari, interpreti, autisti etc. Ma possibile che per una battaglia che fa onore all'Italia - e che fa parte del programma ufficiale del goveerno - non ci sia nessuno che, con la sua presenza, testimoni l'impegno internazionale del nostro Paese? Sono indeciso se lasciare la sedia vuota, con tanto di cartellino esplicativo, o se chiedere all'ex cuoco Hafiz (quello "in corso di licenziamento" per colpa dei famosi gamberetti) di occuparla. Dopotutto è ancora formalmente un dipendente dell'Ambasciata. E molto tempo libero.
NOTA: Onore all'Ambasciatore danese Freddie Svane. Già in passato, ai tempi delle vignette "sataniche" contro Maometto, aveva mostrato coraggio accettando di venire a discutere al Press Club la libertà di stampa, versione "europea" (o almeno "danese": dubito che il nostro Ambasciatore sarebbe venuto a difendere il diritto di satira contro il papa...). In occasione del dibattito sulla pena di morte è stato l'unico ad essersi reso disponibile, cancellando perfino precedenti impegni, per rappresentare l'Europa.
Nelle foto: SAKAE MENDA, 82 anni, 34 anni dei quali passati, innocente, nel braccio della morte del carcere di Fukuoka
"In Giappone uccidono prima l'anima, poi il corpo, di un condannato. Sono fortunato ad aver salvato entrambi"
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