lunedì 28 giugno 2010

Il baciamano



Non capita tutti i giorni e non capita a tutti. Farsi baciare la mano dal Dalai Lama!!!!

A me è capitato e voglio condividere questa bellissima, curiosa e inaspettata esperienza con tutti voi.
Giorni fa ho presieduto una conferenza stampa del Dalai Lama, di nuovo da queste parti. Oltre 200 persone hanno ascoltato la sua breve introduzione e poi si sono lanciati in una lunga sessione di Q&A (domande e risposte).
Una riguardava la mancanza di "guida" da parte dei genitori e degli insegnanti. "una volta i ragazzi erano più seguiti, sia dai genitori che dagli insegnanti - ha detto il Dalai Lama - e ogni tanto ci scappava un affettuoso scappellotto..." Dopodichè solleva la mia mano (che tiene sempre stretta, quando sono seduto vicino a lui) e la percuote. Affettuosamente, ma decisamente. Io faccio un po' di manfrina e gli dico (sottovoce, ma il microfono qualcosa capta) "ma allora hanno ragione i cinesi, sei un violento....". E lui che fa? SI gira verso di me, contrito, mi riprende la mano, l'accarezza e comincia a baciarla! E conclude, con il suo solito, geniale sarcasmo: "Dove sono i giornalisti cinesi? Mi raccomando, non perdetevi questa scena....il diavolo che chiede scusa, ha ha ha"

E giù con la sua tipica risata, spiazzante quanto sincera.



Non è finita qui. Dopo il programma ufficiale, l'ho seguito in una visita al tempio di Zenkoji, uno dei più antichi e importanti del Giappone. Uno dei più "aperti", dove il settarismo è bandito e dove i monaci sono noti (e spesso criticati) per il loro stile di vita. Alquanto "liberale". Possono infatti mangiare di tutto, bere, avere relazioni sessuali. Durante il pranzo, in occasione del quale il Dalai Lama mi ha voluto ancora accanto a sè, i monaci locali gli hanno chiesto di tutto (spesso attraverso me, scambiandomi per un interprete....) da "le piace il pesce crudo?", a "ma lei fuma"? Tutte domande alle quali il Dalai Lama, per evitare rispostacce, ha ragito con risatine (e talvolta veri e propri ghigni). Ad un certo punto, da bravi giapponesi (è nel DNA nazionale, monaci compresi), i bonzi hanno chiesto se potevano fare delle foto. Tenete presente che in Giappone fotografare persone - ed in particolare i VIP - mentre mangiano è estremanente maleducato ed in genere nessuno lo fa. E infatti i bonzi aspettavano educatamente che il Dalai Lama posasse le bacchette.
Macchè. "Volete fotografare? Ma certo. Però aspettate, con il boccone in bocca è meglio, no? Così poi fate circolare queste foto e vi fate tante risate...". Poi si gira verso di me e mi coinvolge. "Ecco, fatecela assieme. Un tibetano e un italiano che usano le vostre bacchette per mangiare la pasta.....Ma quella italiana è più buona"




Alla fine, la mazzata. "Ma è vero - chiede retoricamente, e apparentemente preoccupato - che da voi si può fare rumore con la bocca, mangiando la pasta?". Gli indigeni colgono il messaggio e, uno dopo l'altro, fanno sparire le macchinette fotografiche sotto le tuniche. E, uno alla volta, cominciano a salutare. Guardandomi un po' di traverso, come sospettassero fossi stato io a suggerire la domanda.





Anche Sua Santità si ritira. Non senza lasciare il segno...."Beh, io sono stanco. Vi lascio in ostaggio mio fratello...lui è...dei vostri...ma mi raccomando...non fate le ore piccole".






Suo fratello? Già, Tentsin Choegyal, alias Ngari Rinpoche (nelle foto, oggi e all'età di 2 anni). Dieci anni meno del Dalai Lama, "pecora nera" della famiglia. Scappato dal tempio dove avrebbe dovuto risiedere dopo essere stato riconosciuto come reincarnazione di un importante lama, poi da ben due collegi (uno dei quali cattolico) in India, arruolatosi nell'esercito indiano (per pochi mesi) e poi ritiratosi a vita privata non senza creare qualche imbarazzo visto che beve, fuma e non disdegna il linguaggio colorito. Abbiamo fatto le 4 di notte. L'intervista, che ha toccato ogni possibile argomento, è iniziata alle 4 di pomeriggio, nel suo albergo, ed è finita alle 4 di mattina, in una bettola vicino alla stazione di Yokohama, dove eravamo finiti seguendo un gruppo di tifosi giapponesi, felici per la vittoria della loro squadra. Inutile dire che dell'intervista non ricordo, ahimè, granchè.
Se in qualche modo riesco a ricostruirla, ci scappa un bel servizio.

6 commenti:

Anonimo ha detto...

Ahahahahahahaahah mannaggia.

Ma quei monaci del Zenkoji che roba sono? Va bene la libertà sessuale ma a fare i co****ni non ci sta però.

Nio

Espatando.com ha detto...

salve Pio, vorrei contattarti per email, ma non riesco a trovare un tuo indirizzo, potresti gentilmente scrivermi a contatta@espatando.com se possibile? si tratta di un progetto relativo agli italiani all'estero che bloggano - grazie e complimenti per i tuoi articoli sul giappone che leggo sempre con piacere da tempo immemore

Anonimo ha detto...

Qualcuno ha inserito un frammento di conferenza su youtube

http://www.youtube.com/watch?v=vsVv6HVd3iQ

Nio

bunny ha detto...

Bellissima esperienza e grande Pio, che come al solito riesce a mettere quel suo qualcosa in più, anche di fronte ad un'autorità com'è il dalai lama!!

Un bacio,
B.

ivanmrankov ha detto...

Devo dire che quando parli del Dalai Lama riesci a farli sempre fare bella figura.
Sei tu che sei un grande PR o e' lui che e' proprio cosi' simpatico e geniale come sembra?
Di sicuro grazie ai tuoi scritti nel blog mi risulta una persona molto gradevole.
Certo immagino sono proprio in momenti come quelli sopra descritti che apprezzi il fatto di non essere donna: se lo fossi stato non avrebbe potuto neanche sfiorarti, altro che bacini. :-)

Ivan

Anonimo ha detto...

Blog meraviglioso!! Si vede che ci metti passione in quello che fai. mi chiedevo da quanto tempo vivi in Giappone per avere una conoscenza così profonda della loro cultura.
grazie, Alessandro.