martedì 17 novembre 2009

C'erano una volta...butoh e Panta-chan






A volte ritornano. E ti rendi conto che ci sono sempre stati, nascosti nei vivaci sotterranei di Tokyo. Ogni tanto, come i famosi "kappa" di Akutagawa, salgono in superficie. E devi acchiapparli al volo.
Ho avuto modo lo scorso week-end di rivedere - e riascoltare - un paio di "miti" degli anni '70 giapponesi.

Il gruppo hard rock "Zuno Keisatsu" (Polizia del Cervello), guidato da "Panta-chan" sorta di Demetrio Stratos locale (eccolo con il casco dell'Armata Rossa, del quale era simpatizzante) e "Kono buttai", una intrigante pièce di "butoh", il teatro d'avanguardia fondato dai mitici Hijikata Tatsuno e Ohno Kazuo (ancora vivo, 104 anni, segno che danzare, anche a livelli stremi, fa bene!) ad opera del danzatore Meguro Daiji, uno dei giovani continuatori di questa intrigantissima scuola. Un'ora di esercizi a corpo libero, usato sia come strumento di autoliberazione, sia come un'arma impropria contro l'apatia e la rassegnazione. Se siete in letargo, vi dà la sveglia, se siete svegli, vi ipnotizza. Comunque, una bella scossa. Un'inversione di tendenza.

Lo spettacolo di Meguro va avanti tutta la settimana presso D-Soko, a Nippori, ecco il link. Andate sulla pagina giapponese, quella inglese non è aggiornata
http://nude20040529.com/info.html

Per chi volesse approfondire la faccenda del Butoh, ecco un recente video girato nel 2007, nello studio Asbestos (ora chiuso). Ma non c'entra niente con lo spettacolo di cui parlo. Solo per avere un punto di riferimento, su You Tube poi c'è molta altra roba.

http://www.youtube.com/watch?v=DhUK3nruihA




Per Kazuo Ohno, ecco un paio delle sue performance più gettonate "Mar Morto"
http://www.youtube.com/watch?v=ZUjhQLB0hXY
e "Okaasan" (Madre). Qui aveva 86 anni!
http://www.youtube.com/watch?v=Jildd4L6_UM&NR=1
Una delle "costole" più famose del Butoh, costrette ad "emigrare" in Europa (Francia) dopo che le loro performances venivano rifiutate dai teatri, in Giappone, è il gruppo SANKAI JUKU: molti li ricorderanno per le loro rappresentazioni estreme, si appendevano dai monumenti a testa in giù, dipinti di bianco. Solo di recente sono tornati in Giappone, per una indimenticabile tournee, al teatro "ku-nale" di Setagaya: Tobare (tenda)
http://www.youtube.com/watch?v=AnR1FJ6yQq4
www.sankaijuku.com

Il Butoh, come ha ammesso in una delle sue ultime interviste Ohno, non ha più la forza di stupire, scioccare, colpire. Ma conserva intatto il potere di transfigurare il pubblico.

lunedì 2 novembre 2009

Dalai Lama again!



Non capita tutti i giorni di "consigliare" il Dalai Lama....eppure è così: una domanda che non aveva capito bene, e mi ha chiesto di spiegargliela. Oramai è diventato un appuntamento periodico. Ad un anno esatto di distanza, ieri abbiamo di nuovo avuto l'onore di ricevere il Dalai Lama alla Stampa estera di Tokyo....Una conferenza impeccabile, condotta con il solito stile di questo "semplice saggio": concetti chiari, apparentemente scontati, e proprio per questo estremamente efficaci. La crisi globale? Non è solo colpa dei banchieri, dei politici, degli speculatori. E' colpa di noi tutti. Del fatto che l'umanità oramai pensa a far soldi, a nutrire il corpo, lasciando a digiuno lo spirito. Ignoranza e arroganza provocano effetti devastanti. E non può esserci saggezza se non viene nutrito, oltre al corpo, anche lo spirito.



Dopo la conferenza, ho seguito il Dalai Lama anche al Ryogoku Kokugikan, il "tempio" del Sumo, dove c'è stata une emozionante udienza collettiva davanti a oltre 5 mila giapponesi.
Nei prossimi giorni lo seguirò nella sua prima, storica visita a Okinawa.



giovedì 29 ottobre 2009

Hatoyama superstar

Ci sta prendendo gusto il Piccione Montano, Yukio Hatoyama, nuovo premier del Giappone. E oggi ha bastonato per benino Tanigaki, il nuovo leader dell'LDP, leader dell'opposizione. Ho passato un paio di ore in Parlamento, oggi, per assistere dal vivo al primo "question time" dell'era Hatoyama e debbo dire che il nuovo premier se l'è cavata più che bene. Non solo, ma in aula si respirava un clima diverso, da "paese normale". Non sembrava - come spesso succedeva in passato - una riunione di azionisti degli anni '70, quando tutto era deciso prima ancora del dibattito e i deputati, per la maggior parte, ronfavano. Per niente intimidito dalle critiche di Tanigaki, il "Piccione di Montagna" ha rintuzzato tutti gli attacchi, spesso colpendo in contropiede e mostrando, oltre che maggiore lucidità politica, anche grande articolazione ed eleganza di linguaggio (beh, è anche lecito aspettarselo, visto la famiglia da cui proviene...anche se non è scontato, visto che anche il suo predecessore Taro Aso era un rampollo doc, ma come ognun sa non sapeva neanche leggere correttamente i kanji).
"Porterete il paese al fallimento" gli urlava Tanigaki. "Detto da voi non ha senso. Siete voi che avete governato finora. Noi salveremo il paese..." risponde Hatoyama. Anche sulla vicenda di Okinawa, di fronte a Tanigaki che accusava il governo di non avere una posizione chiara e condivisa (proprio stasera Hatoyama ha smentito clamorosamente il suo ministro della difesa Kitazawa, che aveva dato per scontato l'esito della trattativa con gli USA: "non sono d'accordo con lui" - ha detto, deciso, Hatoyama - la faccenda è aperta") il premier ha risposto in modo molto efficace: "Sono oltre dieci anni che non avete saputo prendere una decisione. Noi non la prenderemo certo in dieci giorni"
Il Giappone sta decisamente cambiando. Vale proprio la pena star qui e vedere come va a finire.

per chi volesse seguire un paio di battute del question time di oggi, ecco il link su Y-Tube. Ovviamente, in giapponese

http://www.youtube.com/watch?v=6cCPl921-VI&feature=channel

giovedì 22 ottobre 2009

Disgustato



DA REPUBBLICA DI OGGI
Maxi inchiesta sull'operato dell'Agenzia per l'ambiente con 63 indagati, tra loro la presidente
del Consiglio regionale: "Mi è crollato il mondo addosso. Ancora non riesco a crederci"
Napoli, inchiesta su appalti e assunzioni
Lady Mastella allontanata dalla Campania
Trovato un file con oltre 650 nomi di 'raccomandati' e dei loro sponsor politici

NAPOLI - Scoppia lo scandalo dell'Arpac e coinvolge anche la presidente del consiglio regionale, Sandra Lonardo Mastella. Secondo la procura di Napoli, all'Agenzia regionale per l'ambiente le assunzioni clientelari, messe nero su bianco in un file, sono state per lungo tempo la norma. Nell'inchiesta sono indagate ben 63 persone (25 le misure cautelari), ma il provvedimento più eclatante assunto dal gip è il divieto di dimora in Campania e in sei province limitrofe (Latina, Frosinone, Isernia, Campobasso, Foggia e Potenza) per la presidente del consiglio regionale Sandra Lonardo, moglie di Clemente Mastella, leader dell'Udeur, ex ministro ed attuale eurodeputato eletto nel centrodestra.


Certo ne abbiamo viste, sentite e sopportate tante, ma leggendo questo articolo (http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/cronaca/napoli-mastella/napoli-mastella/napoli-mastella.html) mi sono davvero indignato e umiliato di appartenere a questo paese corrotto, arrogante e deficiente, capace di guizzi alla Ferrari, ma incapace di scrollarsi di dosso lo sciatto feudalesimo nel quale si è impaludato oramai da secoli. Questa umiliante rassegnazione, questo vile mugugno incapace di trasformarsi in azione, questo letale letargo dal quale assistiamo in silenzio alla perdita di diritti e garanzie che avevamo dato per acquisiti e nel corso del quale stiamo trasformandoci da "cittadini" consapevoli a impotenti (e sempre più pezzenti) "consumatori", è qualcosa di cui noi italiani dobbiamo, francamente, vergognarci. Penso che al momento, non ci sia ALTRO stato, tra i 212 registrati all'ONU, dove un premier possa fare e dire quello che fa e dice Berlusconi e dove un presidente di consiglio regionale in carica, sottoposto a domicilio coatto e spedito al confino, non abbia ancora ritenuto di dimettersi.
Forse è davvero ora di fare qualcosa? Il 5 dicembre organizziamo qualcosa?
Nel frattempo, condoglianze, a noi tutti. Siamo diventati la barzelletta del mondo. Se non la feccia.

sabato 17 ottobre 2009

De Diuresi Niponica: TACHI-SHON vs SUWARI-SHON



Non sono sicuro che se ne sentisse davvero il bisogno, ma uno studio approfondito sulla minzione indigena (realizzato da chi se ne intende, la premiata ditta Toto, regina del settore) conferma quanto tempo fa scriveva il settimanale AERA, nella sua divertente inchiesta sui maschietti "erbivori". Tra le note caratteristiche, c'era quella che urinano seduti. Ebbene, è vero.
L'approfondito "studio" della Toto, cui dobbiamo l'avvincente "escalation" tecnologica dei cessi, divenuti oramai vere e proprie "postazioni" (c'è un modello dotato di connessione wireless che effettua addirittura gli esami delle urine e le può trasmettere "on line" all'ospedale di riferimento) conferma quelle che finora erano semplici "voci" giornalistiche. Un maschietto giapponese su tre piscia da seduto. E la percentuale aumenta nella fascia d'età compresa tra i 25 e 35 anni, quella dove abbondano gli "erbivori". Tra le motivazioni addotte, nell'ordine, troviamo: "si evita di schizzare in giro", "è più comodo e rilassante", "è più igienico". E lo studio della Toto è tra i più "conservatori". Secondo la Mitsubishi, che offre una piccola "linea" concorrente, la percentuale, a Tokyo, sale addirittura al 49%. Un maschietto su due. Mah.

Dallo studio della Toto un vero e proprio manuale sull'arte della minzione, si ricavano interessanti dati scientifici e..."culturali". Per esempio, scopriamo che oltre il 52% dei maschietti, ancorchè seduti, si tengono in mano il pisello mentre fanno la pipì, per paura che un'improvvisa impennata provochi schizzi all'esterno, mentre ben il 33% evita di "sgrullarlo". Molto diffuso anche il fenomeno, imbarazzante, dell'enuresi diurna: un giapponese su 4 rilascia involontariamente urina nei vestiti. Un fenomeno, ovviamente, legato allo "stress".

Per chi fosse davvero interessato, lo studio entra anche in ulteriori, specifici dettagli. Per esempio il fatto che la capacita di ritenzione volontaria, nei giapponesi, è minore rispetto ad altri popoli. La minzione, infatti, è essenzialmente un atto riflesso, in cui lo stimolo scatenante è rappresentato dalla distensione dell'organo vescicale oltre certi limiti in seguito all'aumento del contenuto urinario. Rispetto agli "occidentali", capaci di trattenere volontariamente l'urina in vescica fino a volumi urinari dell'ordine di 700-800 ml, i maschietti indigeni non resistono oltre i 400-500 ml. Forse è per questo che, specie a tarda notte, si vedono più giapponesi che gaijin pisciare per strada?

Un interessante video della Fuji Tv sull'argomento
http://www.dailymotion.com/video/k65YAqVX3nlsjpqp9v

martedì 6 ottobre 2009

Parole sante

Il Keidanren - la Confindustria locale - è responsabile per l'aumento delle violenze familiari, dei sucidi e più in generale per la crisi della società. Lo ha dichiarato lunedì Shizuka Kamei, ministro degli affari finanziari e postali. “Gli omicidi perpetrati all’interno del nucleo familiare sono aumentati in Giappone perché le aziende hanno smesso di trattare gli esseri umani così come dovrebbero essere trattati” – ha dichiarato Kamei durante un discorso. Quando si dice, parlar chiaro. Shizuka Kamei non è uno qualsiasi. Capo della polizia di Tokyo durante il '68 (guidava le operazioni ai tempi dell'Asama Sanso) è stato per molti anni uno dei mastini del PLD, fino a quando non si è scontrato a brutto muso con l'ex premier Junichiro Koizumi, che provò a "farlo fuori" opponendogli, nel suo storico collegio di Hiroshima, il "furbetto" Horie-mon. Kamei, che nel frattempo è diventato un garantista (è presidente della lega parlamentare contro la pena di morte ed è sempre in prima linea nel denunciare gli abusi della polizia) fu l'unico a sopravvivere allo "tsunami" di Koizumi, sbaragliando il "furbetto" (che venne poi arrestato per lo scandalo Livedoor) e fondando un nuovo partito, il Shin Kokumin-to (Nuovo partito del popolo).
Ora è ministro della "riforma" postale e finanziaria. E se il buongiorno viene del mattino, ne vedremo delle belle. Me lo immagino, il vecchio ed imperturbabile Fujio Mitarai, padre padrone della Canon e presidente del Keidanren, che si sente dare dell'assassino da Kamei.

domenica 4 ottobre 2009

Fatevi un giro a Mie, vale la pena



A Mie, una delle prefetture della penisola di Kii (dove c'è il famoso tempio di Ise culla dello shintoismo) non bisognerebbe andarci solo per vedere il Gran Premio di Suzuka. Vale la pena di passarci un paio di giorni. Da Nagoya c'è il "superview" Nanki, lento ma gradevole, oppure in macchina calcolate 2-3 ore.

L'attrazione più importante è Kumano, che con il suo "antico cammino" (熊野古道, 170 chilometri di sentiero, una specie di Santiago de Compostela che i pellegrini shinto di un tempo compivano in dieci giorni e che ancora oggi si snoda tra stupendi boschi, vallate e montagne, ahimè spesso interrotto dalla folle cementificazione degli anni '50 e '60) è entrato nel Patrimonio Universale dell'Umanità dell'Unesco e una bellissima costa che vi porta fino a Wakayama (ovviamente è bene tenere lo sguardo fisso a sinistra, verso la costa, perchè se girate a destra il panorama è il solito, sventurato e deprimente scenario texano, con banners commerciali, combini e casette di plastica e alluminio.

Una parte del "vecchio cammino" la si può percorrere anche in barca: 5 mila yen per 4 ore di discesa sulle tranquille acque del fiume, succulento e abbondante bento compreso.




E non dimenticatevi di assaggiare le "sanma" affumicate. Sono in vendita dappertutto, e come mandarini (o mandaranci? non ho ancora capito come si traduce in italiano "mikan") e ortaggi vari sono offerte al pubblico sulla fiducia: le prendi e lasci i soldi in una scatoletta. Fantastico.
Le aragoste, "ise-ebi" invece sono un po' più costose e non le ho viste in vendita disattesa....sono ottime, ma se le fanno pagare

A Kumano, udite udite, si parla italiano. Il sindaco, Kanji Kawakami, già al suo terzo mandato, è stato tre anni in Italia presso l'Ambasciata Giapponese e poi c'è una certa Kuniyo (si pronuncia "coniglio", ci tiene a far sapere) che dopo aver vissuto anche lei qualche anno in Italia adesso insegna la nostra lingua e la nostra cultura presso il centro culturale cittadino.

Pur essendo, come dire, di "passaggio", abbiamo avuto la fortuna di assistere ad uno dei "matsuri" (festival) più antichi e "sentiti" del Giappone (che "mitologicamente" è nato proprio in questa zona, come risulta dal Nihon Shoki). Si tratta dell'Hana o-iwai", che si festeggia il 2 ottobre.


La gente del villaggio issa su una roccia un piccolo mikoshi e poi lo cala, tra ondeggiamenti vari, verso il mare, utilizzando una corda di paglia di riso di oltre un chilometro pazientemente confezionata dalle donne (sempre loro) del villaggio. Purtroppo la corda ieri si è impigliata su un camino e c'è voluto un po' di tempo - anche a causa dell'abbondante sakè che in questi casi comincia a scorrere fin dalla mattina - per restituire dignità, e si spera efficacia, a questa antica tradizione di sano e allegro paganesimo.



Colgo l'occasione per consigliare la lettura del Nihon Shoki, esistono ottime traduzioni, anche se non (mi sembra, in italiano) ed è davvero divertente. Altro che Iliade e Odissea. I kami che hanno "fondato" il Giappone si divertivano come pazzi e ai tempi dei tempi doveva essere uno spasso "vivere" da queste parti. ne facevano di tutti i colori. Altro che Department H.
Guardate queste vignette animate, che indicano le tre scene "fondamentali" della "yamatogonia" indigena. Nell'ordine:
Izanami e Izanagi che creano la prima isoletta dell'arcipelago da una goccia di fango cosmico
(versione edulcorata, pare ce ne fosse un'altra che invece si riferiva ad una goccia di sperma, frutto del primo imperiale incesto)

L'impertinente Susano-o affronta il drago Ya-mata Orochi

La conturbante Ame-no-Uzume balla davanti alla caverna dove si è richiusa, offesa, la dea del sole, Amaterasu.

il tutto tratto da questo ottimo sito giapponese:
http://www6.pref.shimane.jp/kodai/en/shinwa/a_susano/sa_1.html

A Kumano inoltre, la gente è molto aperta. Stanco e sudato, ho deciso di farmi un bagno, prima di rientrare a Tokyo. Una signora con un bambino che giocava sulla spiaggia si è preoccupata del fatto che non potevo farmi una doccia e pensate un po', mi ha invitato a farla nel suo giardino. Lei ed il marito, Kei,si sono trasferiti qui da Kyoto, stufi della vita di città. Lui ha trovato lavoro in una cooperativa di pescatori (non delfini!!!!) lei fa la casalinga e si occupa dei due loro stupendi bambini. Non navigano nelll'oro, ma la sfangano. E non rimpiangono la città. Grazie dell'ospitalità!