domenica 24 maggio 2009

Musi gialli e razzismo a mezzo stampa




Ci ho pensato parecchio prima di intervenire, pubblicamente, su questa triste vicenda. Ho persino chiamato il direttore del Giornale, Mario Giordano (nella fotina), che ho incrociato un paio di volte in passato e che mi era sembrata persona "seria"e simpatica. Niente, non c'era, o si è negato, comunque non mi ha richiamato. Ho aspettato un altro paio di giorni e ho anche incontrato, per motivi diversi, l'ambasciatore giapponese a Roma, Ando. Niente. Non solo il fu "autorevole" IL GIORNALE, passato dall'estro integerrimo e iconoclasta di Indro Montanelli a "house-organ" della pluri-inquisita" Berlusconi spa", non chiede scusa, non solo non ospita la lettera dell'ambasciata, sacrosanta e tutto sommato anche troppo soft. Quello che più colpisce è l'assenza totale di reazione da parte del resto della stampa italiana (a parte il mondo dei blogger, che giustamente se ne è accorto eccome). Il che davvero è preoccupante.


Si va da "inutile saltarci su, finiremo per far pubblicità ad un giornale di merda", al semplice menefreghismo, fino ad arrivare ad una non dichiarabile, ma strisciante, solidale complicità...."embè? che c'è di male a chiamare i giapponesi musi gialli? perchè, sono verdi?". Battute raccolte in redazioni, non in osterie.
Che dire, per quanto mi riguarda - dopo anni e anni di rapporti anche burrascosi con le autorità giapponesi, a causa dei miei articoli considerati più o meno "scomodi" e "offensivi" dall'ambasciatore di turno (ma sempre rivolti verso governo, politici e autorità varie, non certo verso il popolo giapponese che amo e rispetto) - non posso che aggiungere la mia personale indignazione per questa incredibile caduta di stile, per questa sciatteria editoriale (non voglio nemmeno pensare che il collega che ha scritto quella frase l'abbia fatto con intento insultante: è semplicemente un cretino ignorante che lavora in una redazione dove i pezzi "passano" senza essere stati letti da qualcuno che abbia un livello culturale e professionale decente).
E' del tutto evidente che l'intento del collega - e forse della direzione (il che aggreverebbe la cosa, ecco perchè volevo parlare personalmente con Giordano per capire se fosse stata una "svista", sempre possibile, o un maldestro, becero tentativo di spacciare per satira un insulto razzista) - era quello di prendere in giro il buon "Lambertow". E ci mancherebbe. Cosa buona e giusta, visto quello hanno combinato (nel bene e nel male, però), tra lui e la moglie. Ma che c'entrano i poveri giapponesi? Che c'entra un popolo di 120 milioni di persone, tra le più oneste, educate, colte e diligenti del mondo, ingiustamente perseguitate, ingannate e oppresse nei secoli dei secoli (come noi italiani "mangiapizza" e "mafiosi"...) da "caste" politiche tra le più corrotte, arroganti e incapaci del pianeta.

Invece di sparare nel mucchio, invece di ricorrere a queste battute da pellicole americane del dopoguerra ("beccati questa raffica, sporco muso giallo") etc etc capaci solo di solleticare il più becero, e dunque pericoloso, dei razzismi (che nessuno, tanto meno noi italiani che troppo facilmente ci chiamiamo fuori è autorizzato a sottovalutare...) sarebbe davvero, per la stampa (ed i cittadini) italiani, utile crescere. E usare la giaculatoria della "globalizzazione" per affrontare con serietà i veri temi che riguardano i "musi" di ogni colore. Cercando solidarietà, anzichè alimentare le spesso inesistenti divisioni. Basta girare un po' il mondo, Giappone compreso, per capire che oramai non ci sono più musi "bianchi", "rossi", "neri" o "gialli". Ma solo musi preoccupati. E sempre più incazzati.

Per chi volesse saperne di più:
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=347623 (articolo originale sul GIORNALE del 30 Aprile 2009)
http://www.it.emb-japan.go.jp/italiano/comunicati%20stampa/Dini.htm (lettera di protesta sul sito dell'ambasciata)

mio articolo pubblicato sul manifesto:
di Pio d'Emilia 22 maggio 2009
TOKYO - Mantenere un minimo di decenza – che poi, in certi casi, diventa anche il massimo – dovrebbe essere un dovere di tutti, dai politici ai vescovi, dai delinquenti ai giornalisti.
Purtroppo non sempre è così e – chi l’avrebbe detto, per chi da anni denuncia il modello giapponese di sviluppo – ci tocca intervenire per segnalare il becero razzismo in cui è incorso IL GIORNALE, che lo scorso 30 aprile, nell’intento, più che legittimo, di ridicolizzare l’onorificenza che il governo di Tokyo ha conferito a Lamberto Dini, ha pensato bene di insultare l’intero popolo “giallo”. “Lambertow fa incetta di consensi tra i musi gialli giapponesi”, si legge nell’occhiello. Roba da propaganda bellica americana, con l’attenuante che almeno loro, all'epoca, erano stati vittime di un attacco, quello di Pearl Harbour, che una sapiente propaganda interna aveva definito (mentendo) improvviso e a tradimento. Ma che senso ha, oggi, ridicolizzare ed insultare 120 milioni di giapponesi, colpevoli soltanto, come noi italiani, di essere da sempre maltrattati, oppressi, ingannati e trattati come carne da macello per condurre improbabili “avanzate” dalle classi politiche probabilmente più arroganti e corrotte del pianeta?
Una svista? Sciatteria? Probabile. Ma allora perché IL GIORNALE rifiuta di pubblicare la lettera di protesta dell’Ambasciatore, scritta in punta di penna? In questo caso bastavano davvero due righe di scuse, magari anche spiritose, di cui il direttore Mario Giordano è certamente capace. Invece no, sta diventando un caso diplomatico. Non ricevendo risposta da tre settimane, la lettera – e l’articolo – sono ora in bella vista sul sito ufficiale dell’Ambasciata Giapponese, ad onore e gloria di questo nuovo prodotto dell”eccellenza” italiana. Il razzismo a mezzo stampa. Per quanto sciatto, e becero sia, guai a sottovalutarlo.

8 commenti:

Faust VIII ha detto...

Bell'articolo. Finalmente qualcuno che parla di questa questione su un giornale nazionale. Il razzismo strisciante di questi tempi mi inquieta, soprattutto dopo aver assistito di persona ad un episodio che riguarda un mio amico, liquidato con questo tipo di faciloneria razzista...

Anonimo ha detto...

Innanzitutto io comincerei col non dare più il "Premio" a Dini ... poi si vedrà.

Dani ha detto...

Sono contento che almeno un italiano come me sia in grado di riconoscere un errore e di chiderne scusa, anche se quell'errore non gli appartiene in maniera diretta. Per quanto mi riguarda ho chiesto scusa al giappone per quelle parole offensive e denigratorie apparse sul quotidiano "Il Giornale" per dimostrare il mio dissenso e estranietà da quello che un mio connazionale a scritto (anche nei riguardi di mia moglie).

http://ciskye.blogspot.com/2009/05/scuse-formali.html

Enzo Intiso ha detto...

Scandaloso e`, come hai ben sottolineato, la mancanza totale di reazione da parte de Il Giornale, tra commenti di biasimo sul sito, email di protesta della gente (tra cui anche la mia) e lettere ufficiali dell'ambasciatore. Scandalosa e` l'indifferenza del resto della stampa (a parte il Manifesto a quanto pare) e degli altri media verso la gratuita` di un insulto razziale su scala nazionale (sia per il mezzo utilizzato sia per il mersaglio a cui e` rivolto). Facile dare della "carta straccia" al Giornale inter nos, ma al mio paese chi tace accosente.

Anonimo ha detto...

Dare a Cesare quel che è di Cesare. Grazie per l' equilibrio. Non impazzisco per i Giapponesi ma meno che meno per gli arroganti.Ognuno ha un suo colore di pelle...ma sembra che il sangue sia rosso per tutti. In quanto al DNA ci sarebbe da ridere a vedere quanto siamo tutti imparentati. Mi vergogno di essere imparentata con politici e giornalisti collusi. Ma questa è la realtà. Ci interessano di più i vari gossip che ci dividono che le cose che ci accomunano nel bene. Che tristezza. Meno male che c'è il mondo blogger...anche se lì vorrebbero metterci ordine. Ci manca solo il marchio della Bestia. Poi saremo ( o saremmo fritti ) Cordialità , ci stimoli sempre! La Signora Annamaria

nicolacassa ha detto...

Bel pezzo! Hai assolutamente ragione nel dire che non si deve sottovalutare il razzismo da battuta d'osteria o di redazione che dir si voglia...

Anonimo ha detto...

Articolo pubblicato sul ciaoNippon

Giovedi' 14 Maggio 2009

"Il Giornale: i giapponesi sono solo 'musi gialli"

Il caso diplomatico scoppia il 30 aprile quando a pagina 16 de Il Giornale, quotidinano edito da Paolo Berlusconi e diretto da Mario Giordano, viene pubblicato l'articolo dal titolo "Lambertow premiato dai giapponesi" dove si riporta la notizia dell'onorificenza "Gran cordone dell'Ordine del Sol Levante" al senatore Dini da parte del Giappone. Nel quotidiano si legge che "Lambertow fa incetta di consensi tra i musi gialli giapponesi".

L'espressione razzista, come e' comprensibile, e' stata poco gradita dall'ambasciata giapponese in Italia, che ha scritto una lettera di protesta direttamente al direttore del quotidiano. Sempre estremamente cortese Shinsuke Shimizu, attuale Ministro e Vice Capo Missione in Italia, ha scritto: "riteniamo che l'espressione utilizzata per identificarci, ossia musi gialli, abbia una connotazione dispregiativa e molto negativa. Segnaliamo che l'espressione non sarebbe neppure necessaria nel contesto, quindi il suo utilizzo è totalmente gratuito".

"Ben accetta l'attenzione prestata alla notizia del conferimento dell'onorificenza", spiega con altrettanta cortesia il ministro, tuttavia "tale espressione così grossolana non ci sembra consona ne' all'altezza di un giornale come il Vostro, a tiratura nazionale e con una sua tradizione nel giornalismo italiano".

Quindi un'uscita, quella del giornale, che e' sicuramente "dispregiativa", "negativa", "gratuita", e per giunta "grossolana".

Chissa' cosa direbbe oggi Indro Montanelli di questa caduta di gusto nei confronti di tutti i giapponesi da parte del suo quotidiano. Lui che si fece mandare proprio in Giappone come corrispondente negli anni 1951-1952 per poter registrare con la sua penna da giornalista i cambiamenti culturali che stavano avvenendo nel dopo guerra in questo paese rifiutando ogni tipo cliche', pregiudizi e luoghi comuni che giravano ancora in Italia nei confronti dei giapponesi.

Pregiudizi e luoghi comuni che ritornano "grossolanamente" sulla scena italiana contemporanea.

http://www.ciaonippon.com/

Anonimo ha detto...

There really is no need for people like that Ulrich guy in friendly, open source communities (.. or anywhere for that matter), so I think it is a great move.